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| 16-06-2010 |
LA SINISTRA E' RESPONSABILE
Gli ultimi avvenimenti che hanno interessato San Miniato e ci riferiamo alla tempestosa riunione della consulta di San Miniato e il successivo licenziamento dell’Assessore Tognetti sono una diretta conseguenza delle difficoltà in cui versano le varie frazioni del comune, difficoltà che nel caso del capoluogo hanno raggiunto livelli allarmanti e ne è testimonianza il drammatico calo di presenze e di attività commerciali che stanno trasformando la storica frazione in una città fantasma nonostante essa sia il centro abitato storicamente e culturalmente più interessante del comprensorio.
Le analisi della precaria situazione in cui versa la frazione di San Miniato centro si stanno sviluppando in un clima surreale. Tutti convengono sullo stato di grave crisi, nessuno mette però il dito sulla piaga dicendo chiaramente chi sono i responsabili di tutto questo, come se si fosse arrivati a questa drammatica situazione per caso e per colpa di nessuno. Eppure tutti sanno che da sempre l’Amministrazione comunale di San Miniato è retta dalla sinistra nelle sue varie sfumature, la quale ha sempre deciso tutto da sola facendo le scelte più importanti in splendido isolamento, senza mai consultare i cittadini né le altre forze politiche. Parliamo delle scelte che hanno determinato la ubicazione dei plessi ospedalieri, di quelle relative al trasferimento degli uffici giudiziari e dei plessi scolastici, delle scelte connesse alla politica culturale. Si sono ritenute superflue strutture fondamentali per i giovani come piscine e campi di atletica funzionanti, si è ritenuto giusto che gli unici punti di aggregazione di tutte le frazioni fossero solo le sedi di partito con il risultato di trasformare le frazioni stesse in semplici dormitori. Scelte che hanno interpretato il concetto di slow in maniera assolutamente arbitraria e stravagante, confondendo slow con sciatteria e arretratezza. Ed infine vogliamo ricordare il costante, caparbio e sdegnoso rifiuto di una strada alternativa a quella che attraversa il capoluogo la cui mancanza impedisce oggi una qualsivoglia politica di serio rilancio turistico di San Miniato.
Queste cose sono ben presenti a tutti ma pochi si sentono in dovere di dire fino in fondo la verità e indicare i responsabili o meglio il metodo sbagliato di gestione amministrativa praticato dalla sinistra.
Se si vuole contribuire a risolvere i problemi, innanzi tutto è necessario comprendere da dove essi originano e chi li ha causati e magari incominciare a domandarsi se coloro che hanno sbagliato per tanti anni e che per tanti anni hanno male interpretato il concetto di sviluppo sostenibile sono anche i soggetti idonei a ricostruire ciò che hanno distrutto.
Roberto Ferraro / Capogruppo PDL di San Miniato |
| 05/06/2010 |
"L'EVASIONE FISCALE,LA SINISTRA SI STA ARRAMPICANDO SUGLI SPECCHI PER TROVARE QUALCHE ELEMENTO DI CRITICA ALLA MANOVRA FINANZIARIA"
"La sinistra si sta arrampicando sugli specchi per trovare qualche elemento di critica alla manovra finanziaria"
"Da alcuni giorni la sinistra si sta arrampicando sugli specchi per trovare qualche elemento di critica alla manovra finanziaria del Governo, la quale è bene ricordarlo ha un importo minimo rispetto a quelle degli altri paesi europei, segno che l’Italia, grazie anche al governo Berlusconi, si trova in una situazione finanziaria ed economica assai migliore degli altri paesi.
In questa forsennata azione di ricerca del pelo nell’uovo, la sinistra ha trovato anche il verso di criticare le pressanti previsioni contenute nella manovra volte a contrastare la evasione fiscale. Su questa materia gli oppositori in servizio permanente effettivo non sapendo come confezionare le obiezioni al Governo hanno inventato la critica “morale”. Il Governo cioè non avrebbe le carte in regola per dichiarare guerra alla evasione poiché in passato l’avrebbe incoraggiata.
Tale affermazione è falsa e insensata e le azioni del Governo Berlusconi a contrasto della evasione parlano chiaro e provano l’esatto contrario.
Con la legge 311/2004 (legge finanziaria del 2005) è stato previsto che il Fisco, contrariamente a quanto previsto fino a quel momento, possa chiedere a banche, poste e altri intermediari finanziari, dati e notizie relative a qualsiasi rapporto con la clientela. Non più quindi solo notizie su operazioni legate ai conti correnti, ma notizie e documenti su tutte le operazioni effettuate, comprese quelle fuori conto. Quindi l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono chiedere agli istituti finanziari qualsiasi informazione bancaria e documenti relativamente ai contribuenti sotto indagine. Con la legge in questione è scattato anche l’accertamento tramite posta elettronica certificata, riducendo così notevolmente i tempi di risposta degli intermediari finanziari a cui il Fisco chiede informazioni. La procedura telematica oltre a ridurre i tempi di risposta consente di ampliare in maniera esponenziale la capacità di indagine e il numero degli accertamenti dell’Autorità fiscale, con le conseguenze che è facile immaginare.
E’ appena il caso di rilevare che le importantissime innovazioni introdotte dalla legge 311/2004 hanno portato negli anni successivi ad un forte incremento delle somme ricavate dalla lotta alle evasione.
Recentemente il Governo italiano si è fatto parte attiva nella azione internazionale volta ad annullare i cosiddetti paradisi fiscali.
Questi sono i fatti.
Comunque vogliamo ricordare alla sinistra – a quella sinistra che parla, parla ma non ha mai avuto il coraggio di eliminare il segreto bancario – che il responsabile economico del PD Stefano Fassina ha scritto sull’Unità che “l’evasione non è solo patologia, purtroppo è anche fisiologia, condizione di sopravvivenza di una parte consistente del lavoro autonomo”. Riflessione sacrosanta, ma che è certamente più forte delle considerazioni fatte in proposito dal Presidente Berlusconi".
Ai puritani in servizio permanente effettivo della evasione fiscale vogliamo infine ricordare un episodio non molto lontano negli anni. Ai tempi del passato Governo Prodi, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale Roberto Speciale, venne estromesso dall’incarico dietro la promessa – a quanto si apprese dai giornali - di un prestigioso incarico nella magistratura contabile. Sempre secondo le cronache giornalistiche sembra che un po’ di tempo prima il Generale si fosse opposto al trasferimento di alti ufficiali della Guardia di Finanza di Milano che stavano indagando, tra le altre, sui “furbetti del quartierino”. Certamente fu solo una casualità. Resta il fatto però che il Comandante Generale dovette lasciare l’incarico, salvo poi riacquisirlo per vie legali a seguito di sentenza del giudice.
Roberto Ferraro/Capogruppo PDL di San Miniato |
| 03/06/2010 |
ENTI LOCALI VIRTUOSI ?
Da alcuni giorni Amministratori di regioni, province e comuni quotidianamente esternano il loro disappunto per le limitazioni imposte dal Governo alla spesa degli enti locali, in relazione sia al patto di stabilità che alla recente manovra finanziaria varata per far fronte al rischio Grecia.
Che gli Amministratori degli enti locali si lamentino delle restrizioni loro imposte è naturale ed umano poiché il loro compito di amministratori sarebbe certamente più semplice qualora le risorse disponibili fossero abbondanti, meglio ancora se quasi illimitate. Va però ricordato a tutti che la strada della abbondanza di risorse è già stata sperimentata in passato con il nefasto risultato che alle generazioni future è stato trasferito un debito pubblico stratosferico, il terzo del mondo.
Alcuni amministratori di regione, province e comuni vorrebbero far passare il messaggio che il Governo nazionale è eccessivamente severo e insensibile alle necessità dei cittadini mentre i governi degli enti locali sarebbero un concentrato di saggezza e virtù. Fatti e dati dicono il contrari.Innanzi tutto il Governo nazionale nel corso del 2009 ha alleggerito le restrizioni imposte ai Comuni dal patto di stabilità ma di questo non se ne parla mai. Ci riferiamo alla modifica introdotta nel luglio scorso con la quale è stato consentito a ciascun ente di migliorare la soglia dei propri pagamenti di una percentuale pari al 4% dell’ammontare complessivo dei residui passivi risultanti dal consuntivo 2007. In aggiunta a ciò nel dicembre 2009 con decreto dei Ministeri dell’Economia di concerto con il Ministero dell’Interno il Governo ha nuovamente “corretto” le regole del patto di stabilità 2009 riconoscendo una specifica premialità per quei Comuni che nel 2008 hanno avuto un comportamento virtuoso. Ci chiediamo come mai su questi provvedimenti migliorativi introdotti dal Governo non viene mai spesa una parola ?
Gli Amministratori degli Enti locali lamentano che il patto di stabilità così come previsto dal Governo limita l’utilizzo delle risorse disponibili presso i Comuni e le Province impedendo che le risorse stesse si riversino sul territorio e sulle sue aziende. Per completezza di informazione sarebbe necessario che si dicesse anche che gli enti locali hanno cumulato negli anni decine di miliardi di euro di residui passivi, cioè somme dovute da anni ai fornitori e non ancora corrisposte a causa anche di una inefficiente amministrazione pubblica locale. Si dice che il patto di stabilità in Toscana blocca investimenti per 300 milioni di euro. Ma quanti sono i residui passivi degli enti locali e quindi i mancati pagamenti ai fornitori da parte dei comuni toscani ? Certamente una cifra di gran lunga superiore ai predetti 300 milioni di euro. Perché allora non parlarne mai, quasi che i mancati pagamenti insiti nei residui passivi siano cosa ininfluente per le ditte creditrici e per l’economia del territorio.
Dalle critiche dei Governatori delle Regioni, in primis il Governatore della Toscana, si vorrebbe far passare il messaggio che le Regioni, le Province e i Comuni sono virtuosi, al contrario dello Stato inefficiente e spendaccione. A tale proposito è utile ricordare a tutti che l’importo complessivo delle indennità di invalidità da quando gli accertamenti sanitari sono passati alle regioni è lievitato in pochi anni del 36% raggiungendo la non indifferente cifra di 16 miliardi di euro annui, pari ad un punto di PIL. Qualche responsabilità di questa situazione caratterizzata da ciechi che guidano l’automobile o zoppi che corrono non è forse da addossare anche alle regioni ? Ed ancora, in Toscana vi sono 34 aziende che smaltiscono i rifiuti con oltre 200 amministratori, mentre nella vicina Emilia vi è una sola azienda che con 18 Amministratori. Qualche problema di efficienza c’è, o in Toscana tutto va sempre bene ?
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